GRUPPI

Quando il gruppo diventa un disagio

È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di sentirsi fuori posto, al lavoro, in palestra o nel gruppo di amicizie. Per alcune persone, però, questo senso di inadeguatezza è una costante che si ripete quotidianamente e che riaffiora nelle situazioni più diverse, condizionando le scelte di tutti i giorni.

La costante fissa è rappresentata dalla difficoltà di esprimere se stessi in situazioni collettive che nasconde, quasi sempre, il timore di non piacere agli altri e quello di non essere accettati dal gruppo. Si tratta di sensazioni che entrano in conflitto con l’enorme bisogno di sentirsi amati ed apprezzati dagli altri, da cui sono accompagnate queste persone.

Bisogna però precisare che attorno a questo argomento orbita una serie infinita di false convinzioni:

La prima si racchiude nella frase “devo piacere a tutti i costi”. Essere divertenti quando necessario, seri ma non seriosi, gentili senza scadere in atteggiamenti eccessivamente premurosi, avere personalità. La giusta misura di queste caratteristiche non è realmente stimabile, pertanto la paura di non piacere resta perenne.

Altra affermazione tipica di queste persone insicure e bisognose di accettazione è: “gli altri sono perfetti in ogni situazione, io no.” Spesso chi si sente a disagio pensa di non essere all’altezza della situazione e guarda con ammirazione (o invidia) chi si sa destreggiare con fermezza nelle difficoltà quotidiane. Anche qui c’è un grosso errore, rappresentato dalla cecità di fronte al fatto che le persone “ammirabili” sono solo individui che si mettono alla prova. L’insicuro/invidioso è severo con se stesso ponendosi obiettivi impossibili, pertanto si esporrà continuamente al fallimento e al senso di inadeguatezza. La perfezione non esiste.

Ancora: “tutti notano il mio imbarazzo”. Le persone insicure possono risultare goffe nei movimenti e impacciate nei comportamenti. L’imbarazzo nasce quando sentono addosso gli occhi di tutti anche quando questi sguardi non sono diretti a loro. È una sorta di iper-focalizzazione su se stessi che rende poco obiettivi e che aumenta lo stato di preoccupazione su come gli altri li percepiscono.

Come gestire il disagio nel gruppo

Uscire dall’imbarazzo e creare delle relazioni più solide con le persone che ci circondano è possibile oltre che doveroso per assicurarci un buona qualità della vita sociale.

Osservare ciò che ci circonda per allenare l’obiettività nei confronti dell’altro. Allenarsi a riconoscere le proprie qualità e i propri limiti serve a focalizzarsi positivamente su se stessi, ad accettarsi e a riconoscere il proprio diritto di esistere.

Sopra ad ogni cosa resta il mettersi alla prova, che rappresenta l’unico modo per migliorarsi nei nostri limiti e sugli aspetti poco funzionali del nostro carattere.

Dott.ssa Ivana Siena

Fonte: LaRetorica

Pubblicato da Ivana Siena

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